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Servizi, l’Italia accelera ad agosto: il Pmi sale a 55,2 e supera le attese

L’indice tocca il livello più alto da quasi tre anni e mezzo, sostenuto dalla domanda interna. Restano elevate le pressioni sui costi e contenuta la crescita dell’occupazione

by Redazione Corriere Business
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Il settore dei servizi italiano accelera e manda un segnale positivo sull’andamento dell’economia nella parte centrale del terzo trimestre. Ad agosto l’indice HCOB Pmi dell’attività terziaria è salito a 55,2 punti, dai 52,5 registrati a luglio, raggiungendo il livello più elevato da quasi tre anni e mezzo. Il risultato supera inoltre le aspettative del mercato, che indicavano un valore di 53,6 punti. A rilevarlo è l’indagine elaborata da S&P Global Market Intelligence, che monitora mensilmente l’andamento delle imprese del settore attraverso le indicazioni fornite dai responsabili degli acquisti.

Il dato assume particolare rilievo perché un valore superiore alla soglia dei 50 punti indica un’espansione dell’attività rispetto al mese precedente, mentre una lettura inferiore segnala una contrazione. Con 55,2 punti, quindi, il terziario italiano non si limita a rimanere in territorio positivo, ma mostra un’accelerazione significativa rispetto a luglio. Come riporta l’ANSA sulla base dei risultati diffusi il 3 settembre, il valore registrato ad agosto è risultato nettamente superiore alle previsioni, mentre anche l’indice Pmi composito, che sintetizza l’andamento di manifattura e servizi, è salito da 52,5 a 53,6 punti.

Dietro il miglioramento c’è soprattutto la maggiore vivacità della domanda interna. Commentando i risultati dell’indagine, Eleanor Dennison, economist di S&P Global Market Intelligence, ha spiegato che a metà del terzo trimestre il settore terziario italiano ha continuato a rafforzarsi, sostenuto da una crescita robusta sia dell’attività sia dei nuovi ordini. Secondo l’economista, l’andamento registrato ad agosto rimette i servizi sulla traiettoria per realizzare il miglior trimestre dell’anno. Le vendite provenienti dall’estero hanno infatti mostrato un incremento relativamente contenuto, indicando come il principale impulso sia arrivato dal mercato nazionale.

La distinzione è importante per valutare la qualità della crescita. Un aumento dell’attività sostenuto prevalentemente dagli ordini domestici suggerisce infatti una maggiore vitalità della domanda interna, mentre riduce almeno in questa fase la dipendenza del miglioramento dalle commesse provenienti dall’estero. L’indagine Pmi non rappresenta una misura diretta del prodotto interno lordo e non consente quindi di anticipare automaticamente l’andamento del Pil, ma viene osservata con attenzione dagli operatori perché offre un’indicazione tempestiva delle condizioni in cui lavorano le imprese.

Il quadro positivo sull’attività convive tuttavia con alcuni elementi di cautela. Come sottolinea S&P Global Market Intelligence nel commento ai dati, la pressione dei costi è rimasta elevata, mentre la dinamica delle assunzioni si è mantenuta moderata. Le aziende del terziario hanno mostrato inoltre maggiore prudenza nel trasferire gli aumenti sui propri clienti. Una scelta che può favorire le vendite future, ma che allo stesso tempo lascia le imprese esposte a una compressione dei margini quando i costi sostenuti crescono più velocemente dei prezzi applicati.

Proprio il rapporto tra crescita e marginalità rappresenta uno degli aspetti da monitorare nei prossimi mesi. Il miglioramento degli ordini offre alle imprese maggiori opportunità di aumentare l’attività, ma la persistenza di costi elevati può limitarne i benefici economici. Come riporta Il Sole 24 Ore Radiocor citando l’analisi di S&P Global, le società intervistate sono apparse meno aggressive nell’aumentare le tariffe richieste ai clienti: una strategia che potrebbe sostenere ulteriormente la domanda, ma che evidenzia allo stesso tempo margini ancora sotto pressione.

Il dato italiano si inserisce in un quadro europeo complessivamente espansivo, ma caratterizzato da differenze significative tra le principali economie. Secondo l’indagine HCOB elaborata da S&P Global, ad agosto il Pmi composito dell’Eurozona si è attestato a 52 punti, confermando il ritmo di crescita registrato a luglio. Tra le grandi economie dell’area, Italia e Spagna hanno mostrato le espansioni più robuste dell’attività complessiva. L’indice composito italiano ha raggiunto 53,6 punti, mentre quello spagnolo si è attestato su livelli ancora superiori. La Germania ha registrato un’espansione più moderata, mentre la Francia è rimasta in territorio di contrazione.

Per l’Italia, il rafforzamento dei servizi assume un peso particolare anche considerando il ruolo del terziario nell’economia nazionale. L’indicatore di agosto suggerisce che le imprese del comparto hanno affrontato la parte centrale dell’estate con una domanda più dinamica rispetto ai mesi precedenti. Il fatto che la spinta provenga soprattutto dagli ordini nazionali rende inoltre il dato interessante per valutare la tenuta dell’attività economica interna in vista dell’ultima parte dell’anno.

Resta però da capire se il ritmo potrà essere mantenuto. Da un lato, nuovi ordini e attività indicano una fase di espansione più solida; dall’altro, costi persistentemente elevati, assunzioni moderate e margini sotto pressione invitano alla prudenza. Il 55,2 registrato ad agosto, il livello più alto da quasi tre anni e mezzo, rappresenta comunque un segnale incoraggiante: il terziario italiano entra nella seconda metà del terzo trimestre con uno slancio superiore alle attese e, almeno per ora, con la domanda interna come principale motore della crescita.

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