È stato firmato, su indicazione del Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, il decreto direttoriale che definisce i termini e le modalità per la presentazione delle domande di accesso alle agevolazioni previste da “Scoperta imprenditoriale II (2026)”. La misura, spiega il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, disciplinata dal decreto ministeriale del 19 maggio 2026, mette a disposizione oltre 505 milioni di euro per sostenere progetti di ricerca e sviluppo da realizzare nelle regioni del Mezzogiorno: Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna e Sicilia.
Gli investimenti dovranno essere coerenti con le aree individuate dalla Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente (SNSI) oppure essere orientati all’individuazione di nuove evoluzioni tecnologiche e applicative.
Le domande potranno essere precompilate a partire dal 24 settembre 2026 attraverso la piattaforma informatica del Fondo per la crescita sostenibile. Lo sportello per la presentazione delle istanze aprirà alle ore 10.00 del 7 ottobre 2026.
Ricerca industriale e sviluppo sperimentale
I progetti ammessi alle agevolazioni dovranno riguardare attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, finalizzate alla realizzazione o all’innovazione di prodotti, processi e servizi. L’iniziativa punta a generare un significativo avanzamento tecnologico, non limitandosi alla sola fase di ricerca, attraverso l’utilizzo delle tecnologie abilitanti fondamentali.
I progetti potranno seguire i filoni previsti dalla Strategia Nazionale di Specializzazione Intelligente oppure esplorare nuove traiettorie di sviluppo non ancora ricomprese nella Strategia, alimentando in questo modo il processo di scoperta imprenditoriale e il conseguente adattamento evolutivo della stessa SNSI.
L’obiettivo è quindi sostenere investimenti capaci di tradurre le attività di ricerca in nuove soluzioni tecnologiche e applicative, rafforzando la capacità innovativa del sistema produttivo delle regioni del Mezzogiorno.
Finanziamento agevolato e contributi a fondo perduto
Le agevolazioni copriranno i costi sostenuti per le attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, nel rispetto del principio DNSH – “Do No Significant Harm”, combinando un finanziamento agevolato con un contributo diretto alla spesa. In particolare, è previsto un finanziamento agevolato pari al 40% dei costi ammissibili, a un tasso ridotto dell’80% e con una durata fino a otto anni.
A questo si aggiunge un contributo a fondo perduto, differenziato in base alla dimensione dell’impresa: fino al 40% per le piccole imprese, al 35% per le medie imprese e al 30% per le grandi imprese. Per gli organismi di ricerca, – fa sapere il Mimit – il contributo può invece raggiungere il 60% dei costi ammissibili.
Con una dotazione complessiva superiore a 505 milioni di euro, “Scoperta imprenditoriale II” punta così a sostenere nuovi programmi di ricerca e sviluppo e ad accelerare l’introduzione di tecnologie, prodotti, processi e servizi innovativi nel tessuto produttivo delle regioni del Mezzogiorno.