Per Pininfarina si apre una nuova fase societaria: PF Holdings, holding olandese controllata da Mahindra & Mahindra e Tech Mahindra, ha lanciato un’Opa volontaria totalitaria sulle azioni ancora detenute dal mercato, con l’obiettivo di arrivare al delisting da Euronext Milan. L’offerta riguarda 16.660.587 azioni, pari al 21,177% del capitale, mentre PF Holdings possiede già il restante 78,823%.
Il corrispettivo è fissato in 1 euro per azione e incorpora un premio del 20% rispetto al prezzo ufficiale del 15 settembre. Il premio è pari al 19,7% sulla media ponderata dell’ultimo mese, al 22% su quella degli ultimi tre mesi, al 26,9% sui sei mesi e al 22,3% sui dodici mesi. In caso di adesione integrale, l’esborso per PF Holdings sarebbe nell’ordine di 16,7 milioni di euro.
Dal controllo alla proprietà quasi totalitaria
L’operazione rappresenta il completamento di un percorso iniziato nel 2015. Allora Mahindra & Mahindra e Tech Mahindra avevano sottoscritto l’accordo per rilevare il 76,06% di Pininfarina da Pincar, attraverso PF Holdings, joint venture partecipata al 60% da Tech Mahindra e al 40% da Mahindra & Mahindra. Il progetto prevedeva già allora un’offerta sul capitale residuo.
A distanza di oltre dieci anni, la strategia compie quindi un ulteriore passaggio: dalla presenza di un azionista di controllo alla possibilità di concentrare quasi interamente il capitale fuori dal mercato. Per Pininfarina significherebbe anche chiudere il capitolo della quotazione iniziato nel 1986, quando la società torinese approdò a Piazza Affari.
Il delisting, tuttavia, non cambia la natura industriale dell’azienda. Pininfarina continua a operare nel design e nell’ingegneria per il settore automotive e mantiene il proprio patrimonio di competenze legato alla progettazione e allo sviluppo di veicoli. Negli ultimi anni il rapporto con il gruppo Mahindra si è inoltre tradotto in nuove attività commerciali: nel 2024 la società aveva annunciato un contratto con un grande costruttore automobilistico dal valore complessivo superiore a 90 milioni di euro, con durata fino ad aprile 2026.
Una società italiana dentro una strategia globale
Il passaggio è significativo anche per la collocazione di Pininfarina all’interno dell’ecosistema Mahindra. Il gruppo indiano ha infatti utilizzato nel tempo le competenze della società italiana anche nello sviluppo della propria strategia nel settore della mobilità elettrica e del design automobilistico. Nel 2018 Mahindra aveva lanciato Automobili Pininfarina, società interamente controllata dal gruppo indiano e distinta da Pininfarina S.p.A., con l’obiettivo di sviluppare vetture elettriche di lusso sfruttando il patrimonio di design del marchio.
L’Opa va quindi letta anche alla luce di una relazione industriale ormai consolidata. La revoca dalla quotazione riduce il peso degli azionisti di mercato e consegna al gruppo indiano un controllo ancora più diretto sulla società torinese, mentre il marchio Pininfarina resta inserito in una piattaforma internazionale che unisce design italiano, ingegneria e investimenti nel settore automotive.
Per Piazza Affari è invece un’altra uscita dal listino. Per l’azienda, il punto centrale sarà ora capire come la nuova struttura proprietaria accompagnerà lo sviluppo internazionale delle attività e quale ruolo avrà il patrimonio di competenze italiano all’interno della strategia globale del gruppo.