Prosegue la frenata dei consumi rilevata dall’Osservatorio permanente sui consumi Confimprese-Jakala. Giugno chiude con una flessione del 2,6% a valore rispetto allo stesso mese dell’anno precedente, confermando un progressivo indebolimento della domanda. A pesare sono il permanere di un clima di incertezza e una maggiore cautela delle famiglie nelle scelte di spesa, soprattutto per gli acquisti discrezionali, si legge nell’analisi diffusa da Confimprese.
«Il rallentamento dei consumi – commenta Mario Resca, presidente di Confimprese – non è più un episodio isolato ma una tendenza che si sta consolidando. Le famiglie spendono con maggiore cautela e questo si riflette in modo evidente sul commercio. Il fatto che il primo semestre chiuda in pareggio è un dato positivo, ma non può nascondere il peggioramento registrato negli ultimi mesi. Se la fiducia delle famiglie continuerà a indebolirsi, il rischio è che la seconda parte dell’anno risulti più complessa per il commercio. È necessario creare un contesto che favorisca la ripresa dei consumi. Le imprese stanno facendo la loro parte, ma da sole non possono invertire questa tendenza, perché senza domanda interna anche gli investimenti delle imprese rischiano di rallentare».
Quanto al dato cumulato del primo semestre (gennaio-giugno 2026 rispetto allo stesso periodo del 2025), il mercato si mantiene in equilibrio, attestandosi allo 0,0%, evidenzia infine l’Osservatorio Confimprese-Jakala.