Il mercato del lavoro italiano mantiene i livelli raggiunti, ma a luglio non registra nuovi progressi sul fronte dell’occupazione. Secondo i dati diffusi oggi dall’Istat, rispetto a giugno il numero degli occupati è sostanzialmente stabile, mentre diminuiscono sia le persone in cerca di lavoro sia gli inattivi. Il tasso di disoccupazione scende al 5,8%, con una riduzione di 0,1 punti percentuali rispetto al mese precedente, mentre quello giovanile si porta al 18,7%.
La fotografia mensile nasconde però dinamiche differenti tra le diverse categorie di lavoratori. A luglio la stabilità complessiva dell’occupazione è infatti il risultato della crescita dei dipendenti permanenti e degli autonomi, compensata dalla diminuzione dei dipendenti a termine. Il numero complessivo degli occupati si attesta a 24 milioni 326mila persone. Il tasso di occupazione rimane stabile al 62,9%, mentre il tasso di inattività si mantiene al 33%. Guardando alle diverse fasce della popolazione, l’occupazione cresce tra gli uomini, i 25-34enni e gli over 50, mentre diminuisce tra le donne e nelle altre classi d’età.
Più significativa è la lettura su base annua. Rispetto a luglio 2025, il numero degli occupati è aumentato di 307mila unità, pari a una crescita dell’1,3%. L’incremento riguarda uomini e donne e tutte le classi d’età, con l’eccezione dei 35-49enni; un dato, quest’ultimo, che risente anche della dinamica demografica della popolazione. Il tasso di occupazione, depurato dagli effetti demografici, risulta infatti in aumento in tutte le fasce d’età.
La composizione della crescita occupazionale offre un’indicazione particolarmente interessante per imprese e operatori economici. Nei dodici mesi sono aumentati di 303mila unità i dipendenti permanenti e di 85mila gli autonomi, mentre i dipendenti a termine sono diminuiti di 82mila unità. Il dato segnala quindi non soltanto un aumento dell’occupazione rispetto a un anno fa, ma anche un cambiamento nella sua struttura, con una maggiore incidenza del lavoro stabile e autonomo e una contrazione della componente a tempo determinato.
Sempre nel confronto con luglio 2025, diminuisce il numero delle persone in cerca di occupazione, con un calo del 7,7%, pari a 126mila persone, mentre gli inattivi tra i 15 e i 64 anni si riducono dello 0,6%, corrispondente a 74mila unità. Il tasso di disoccupazione registra così una diminuzione di 0,5 punti percentuali nell’arco di dodici mesi, mentre quello di inattività cala di 0,2 punti.
I dati di luglio delineano quindi un mercato del lavoro che, pur non mostrando un’accelerazione nel confronto con giugno, conserva una dinamica positiva su base annua. Per il sistema produttivo il dato più rilevante non è soltanto l’aumento di oltre 300mila occupati in dodici mesi, ma la sua composizione: la crescita dei dipendenti permanenti suggerisce una maggiore stabilizzazione dei rapporti di lavoro, mentre la riduzione dei contratti a termine conferma una trasformazione della struttura occupazionale.
Resta però aperto un tema centrale per la competitività del Paese. La crescita quantitativa dell’occupazione deve confrontarsi con la capacità delle imprese di reperire le professionalità necessarie e, soprattutto, con l’andamento della produttività. Per aziende e decisori economici, infatti, il nodo dei prossimi mesi non sarà soltanto capire se continuerà ad aumentare il numero degli occupati, ma quanto la maggiore occupazione riuscirà a tradursi in crescita del valore prodotto e della competitività del sistema italiano.