A settembre torna a raffreddarsi il clima di fiducia delle famiglie italiane. Secondo i dati diffusi da Istat, l’indice dei consumatori scende a 91,2 punti, dai 94,5 di agosto. Si interrompe così il recupero registrato nei due mesi precedenti, quando la fiducia aveva beneficiato di un miglioramento sia delle valutazioni sulla situazione economica sia di quelle relative alla condizione personale.
Il dato di settembre va tuttavia letto con una certa cautela. L’Istat segnala infatti che la dinamica mensile degli indicatori risente in parte di alcuni cambiamenti nell’organizzazione della rete di rilevazione. Al netto degli effetti stimati riconducibili a queste modifiche, l’Istituto rileva comunque una moderata riduzione del clima di fiducia complessivo e delle componenti personale, corrente e futura.
Peggiorano soprattutto le aspettative economiche
Tra le diverse componenti, è il clima economico a registrare la diminuzione leggermente più marcata. Il peggioramento segnala una maggiore prudenza delle famiglie rispetto alle prospettive dell’economia nel suo complesso, mentre anche gli indicatori relativi alla situazione personale mostrano un arretramento.
Il dato arriva in una fase nella quale il costo dell’energia torna a rappresentare un elemento di attenzione per i bilanci familiari. Proprio oggi entra infatti in vigore l’aggiornamento trimestrale delle tariffe elettriche per i clienti vulnerabili in Maggior Tutela, con un aumento del 37,3% rispetto al trimestre precedente. La dinamica delle bollette si inserisce così tra i fattori che possono incidere sulle aspettative e sulla capacità di spesa delle famiglie.
Dopo l’estate torna la prudenza
Il confronto con agosto restituisce quindi un quadro più prudente. Nel mese precedente l’indice dei consumatori era salito da 94,2 a 94,5, segnando il secondo incremento consecutivo. Il miglioramento aveva interessato soprattutto il clima economico, passato da 90,9 a 92,3, mentre anche il clima corrente e quello futuro erano aumentati.
A settembre la direzione si inverte e il peggioramento delle aspettative assume particolare rilievo perché la fiducia delle famiglie rappresenta uno degli indicatori utilizzati per monitorare l’evoluzione dei consumi interni. Un clima più prudente può tradursi in maggiore attenzione alle spese e nelle decisioni di acquisto, anche se l’indice, da solo, non consente di quantificare l’andamento futuro dei consumi.
Anche le imprese rallentano
Il raffreddamento non riguarda soltanto le famiglie. A settembre anche l’indicatore composito della fiducia delle imprese scende, passando da 97,0 a 95,9 punti, dopo tre mesi consecutivi di crescita. La dinamica è però differenziata: la manifattura migliora, con l’indice da 90,2 a 91,9, mentre arretrano servizi di mercato, commercio al dettaglio e costruzioni.
Il quadro che emerge dai dati di settembre è dunque quello di una maggiore cautela diffusa, con famiglie e parte del sistema produttivo più prudenti sulle prospettive. Per l’economia italiana, l’attenzione si sposta ora sulla capacità della domanda interna di mantenere il ritmo nei prossimi mesi.