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Ducati, Urso: il governo pronto a tutelare il marchio

Il ministro incontra Domenicali e i lavoratori a Borgo Panigale. Sul tavolo il futuro dell’azienda, mentre Volkswagen rivede il portafoglio delle partecipazioni

by Lucia Di Candilo
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Il futuro di Ducati entra nel radar della politica industriale italiana. Il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, ha ribadito oggi, dopo un incontro nello stabilimento di Borgo Panigale con l’amministratore delegato Claudio Domenicali e i rappresentanti dei lavoratori, la volontà del governo di utilizzare gli strumenti a disposizione per tutelare l’azienda. Al vertice hanno partecipato anche il presidente della Regione Emilia-Romagna Michele de Pascale, il sindaco di Bologna Matteo Lepore e il presidente di Confindustria Emanuele Orsini. Urso ha dichiarato che il governo sta monitorando le intenzioni del gruppo Volkswagen, proprietario di Ducati, rispetto a eventuali operazioni sul marchio e ha indicato anche il possibile ricorso al Golden Power come uno degli strumenti a disposizione. Il ministro ha inoltre sostenuto che sia arrivato il momento perché Ducati possa tornare pienamente in mani italiane.

La questione nasce all’interno della più ampia riorganizzazione di Volkswagen. Il gruppo tedesco ha approvato un Future Plan 2030 che prevede una revisione del portafoglio delle partecipazioni, con l’obiettivo di ridurlo di circa un terzo. In questo contesto sono emerse indiscrezioni sulla possibile cessione o valorizzazione di alcune attività, tra cui Ducati. Al momento, tuttavia, non risulta annunciata formalmente da Volkswagen una decisione definitiva sulla vendita della casa motociclistica di Borgo Panigale. La Regione Emilia-Romagna, già all’inizio di settembre, aveva chiesto al governo l’apertura di un tavolo istituzionale con Volkswagen e Ducati proprio per verificare direttamente le prospettive dell’azienda e tutelare continuità produttiva, occupazione, investimenti e competenze industriali sul territorio.

Il tema assume particolare rilievo anche alla luce degli investimenti programmati per Ducati in Italia. Lo scorso agosto il Mimit ha autorizzato la sottoscrizione di un Accordo di Sviluppo proposto dall’azienda, relativo a un programma complessivo da 121 milioni di euro. Il piano, denominato “Ducati Raise the Bar”, prevede oltre 99 milioni destinati ad attività di ricerca industriale e sviluppo sperimentale, con 33 milioni di euro di contributo pubblico. L’obiettivo dichiarato è rafforzare competitività, innovazione e crescita dell’azienda, con ricadute sulla filiera industriale e sulle competenze tecnologiche della Motor Valley. L’operazione rappresenta quindi un elemento concreto del percorso industriale di Ducati, indipendentemente dagli scenari societari che potrebbero aprirsi nell’ambito della riorganizzazione di Volkswagen.

Per il governo, la partita riguarda dunque non soltanto la proprietà di un marchio motociclistico, ma anche la continuità di un polo industriale inserito in una filiera che coinvolge manifattura, ricerca, componentistica e competenze specialistiche. Urso ha spiegato che l’esecutivo sta valutando quale sia l’effettivo orientamento di Volkswagen, con quali tempi e attraverso quali modalità, sottolineando la necessità di individuare, qualora si concretizzasse una cessione, una soluzione sostenibile nel tempo. Il ricorso al Golden Power è stato indicato dal ministro tra gli strumenti eventualmente utilizzabili, ma qualsiasi intervento dipenderà dall’evoluzione concreta dell’operazione e dal quadro societario. Per Ducati, intanto, il confronto tra governo, azienda, lavoratori e istituzioni locali prosegue sullo sfondo della trasformazione strategica del gruppo Volkswagen.

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