Il credito bancario torna a mostrare una dinamica di crescita sostenuta, con famiglie e imprese che ad agosto hanno aumentato il ricorso ai finanziamenti. Secondo il Rapporto mensile dell’Associazione bancaria italiana (ABI), il totale dei prestiti destinati ai due comparti è cresciuto del 3,4% su base annua, in lieve accelerazione rispetto al +3,3% registrato a luglio. Si tratta della prosecuzione di un trend positivo avviato nel marzo 2025, che ha riportato lo stock complessivo dei finanziamenti sui livelli dell’ottobre 2022. Per le famiglie quello di agosto rappresenta il ventesimo mese consecutivo di crescita, mentre per le imprese è il quattordicesimo. Il dato restituisce quindi un quadro di domanda di credito ancora attiva, in una fase nella quale famiglie e aziende continuano a ricorrere al sistema bancario per sostenere consumi, investimenti e fabbisogno finanziario.
Accanto all’aumento dei volumi, il rapporto ABI evidenzia però un costo del credito ancora significativo. Ad agosto il tasso medio sul totale dei prestiti in essere si è attestato al 4,19%, in aumento di 0,02 punti percentuali rispetto al mese precedente. Il dato incorpora finanziamenti sottoscritti in periodi differenti e consente quindi di osservare il costo medio complessivo del credito bancario già in essere. Più interessante per chi deve assumere oggi una nuova esposizione è l’andamento delle nuove operazioni. In questo caso emerge una dinamica differenziata: il tasso medio sui nuovi mutui per l’acquisto di abitazioni è salito al 3,56%, con un incremento di 0,16 punti rispetto a luglio, mentre quello applicato alle nuove operazioni di finanziamento alle imprese è sceso al 3,66%, 0,13 punti in meno rispetto al mese precedente.
Per il mondo produttivo, proprio quest’ultimo dato rappresenta uno degli elementi più rilevanti della rilevazione. La riduzione del costo medio sulle nuove operazioni rivolte alle imprese arriva mentre i finanziamenti complessivi al settore continuano a crescere e può incidere sulle decisioni relative a investimenti, capitale circolante e rifinanziamento delle esposizioni esistenti. La fotografia non va tuttavia letta come un abbassamento generalizzato del costo del denaro: il tasso medio complessivo dei prestiti è infatti rimasto sopra il 4%, mentre i mutui hanno registrato un incremento mensile. Per aziende e professionisti che stanno valutando nuovi finanziamenti, diventa quindi particolarmente importante distinguere tra costo medio dello stock esistente e condizioni applicate alle nuove operazioni. La stessa variazione di pochi decimi può assumere un peso diverso a seconda della durata e dell’importo del finanziamento.
Il quadro del credito si inserisce inoltre in una fase nella quale il sistema bancario mostra una raccolta ancora positiva. Secondo i dati ABI, ad agosto la raccolta diretta è cresciuta del 2,3% su base annua: i depositi hanno registrato un aumento dell’1,8%, mentre la raccolta obbligazionaria a medio e lungo termine è salita del 6%. Parallelamente, i crediti deteriorati netti si sono attestati a 28 miliardi di euro, pari all’1,30% dei crediti complessivi. Nel complesso, i numeri di agosto descrivono dunque un mercato del credito in espansione, ma con condizioni ancora differenziate tra famiglie e imprese e tra finanziamenti già in essere e nuove operazioni. Per il sistema produttivo, il dato centrale resta la combinazione tra maggiore disponibilità di credito e costo dei nuovi finanziamenti: una variabile destinata a pesare nelle scelte di investimento e nella gestione finanziaria dei prossimi mesi.