L’estate 2026 conferma la voglia di viaggiare degli italiani, con il nostro Paese che resta la destinazione preferita. A cambiare sono però le modalità con cui vengono organizzate le vacanze: sotto la pressione dell’inflazione, i viaggiatori scelgono periodi diversi, riducono la durata dei soggiorni e pianificano con maggiore anticipo. È quanto emerge dall’ultima rilevazione di FutureForTourism, l’indagine continuativa di Ipsos Doxa che analizza l’evoluzione dei comportamenti, delle preferenze e delle intenzioni di viaggio degli italiani.
Lo studio evidenzia come comprendere l’evoluzione delle scelte relative a destinazioni, modalità di prenotazione, budget e abitudini di viaggio rappresenti uno strumento sempre più importante per operatori turistici, destinazioni e imprese del comparto, chiamati a sviluppare strategie basate su dati e insight di mercato.
Domanda stabile, Italia ancora in cima alle preferenze
Secondo la ricerca, il 72% degli italiani prevede di effettuare almeno una vacanza estiva, una quota sostanzialmente stabile rispetto al 2025. Solo il 13% dichiara con certezza di non partire, mentre il 15% è ancora indeciso, lasciando spazio a ulteriori prenotazioni nel corso della stagione.
Se sul piano ideale il 33% degli italiani sceglierebbe una destinazione extraeuropea qualora vincesse una vacanza premio, nelle intenzioni di viaggio prevalgono mete più vicine. L’Italia si conferma infatti la destinazione preferita dal 62% dei viaggiatori, seguita dall’Europa con il 22%, dalle destinazioni extraeuropee con l’8% e dalle crociere con il 2%, mentre il 6% non ha ancora scelto la meta.
L’inflazione incide sulle scelte di viaggio
Il principale ostacolo alle vacanze continua a essere rappresentato dalla situazione economica. Tra chi non partirà, il 54% indica motivazioni legate ai costi, un dato in aumento di dieci punti percentuali rispetto al 2025. Ancora più marcata l’incidenza dell’inflazione tra gli indecisi: il 59% afferma che il costo della vita rappresenta il principale elemento di incertezza, con una crescita di 25 punti percentuali rispetto all’anno precedente.
Come evidenzia l’indagine, tra le altre motivazioni figurano difficoltà personali, la scelta di non viaggiare durante l’estate, la mancanza di ferie o di tempo disponibile e il fatto di aver già effettuato una vacanza in altri periodi dell’anno.
Budget ridotti e vacanze più brevi
La ricerca mette in luce un cambiamento sempre più evidente nelle strategie adottate dalle famiglie. Quasi un italiano su due (47%) prevede infatti di ridurre il budget destinato alle vacanze rispetto allo scorso anno. Per continuare a viaggiare si punta soprattutto sulla riduzione delle spese accessorie, come shopping, abbigliamento e souvenir, sulla scelta di periodi meno costosi, evitando ponti e alta stagione, e su soggiorni di durata inferiore.
Tra i cambiamenti più significativi emerge anche il sorpasso di luglio su agosto come mese preferito per le partenze. Nel 2026 il 45% degli italiani partirà a luglio, contro il 37% registrato nel 2025, mentre agosto scende al 31%. Settembre viene scelto dal 21% dei viaggiatori e il restante 3% non ha ancora deciso quando partire.
Secondo quanto emerge dallo studio, la tendenza ad anticipare le vacanze è legata principalmente ai prezzi più elevati di alloggi e trasporti durante il mese di agosto e al maggiore affollamento delle destinazioni turistiche.
Prenotazioni anticipate e digitale protagonista
La riduzione della durata delle ferie rappresenta ormai un trend consolidato. I long weekend, fino a tre notti, restano stabili e interessano il 53% dei viaggiatori, mentre i soggiorni compresi tra quattro e tredici notti coinvolgeranno il 39% degli italiani, in calo rispetto al 45% registrato nel 2024. Continua invece a diminuire la quota di chi trascorre oltre due settimane in vacanza, ferma al 14%.
Anche sul fronte delle prenotazioni si conferma la tendenza a organizzarsi con maggiore anticipo. All’inizio di giugno il 53% degli italiani aveva già prenotato la vacanza estiva, mentre il 22% era ancora in attesa. Un ulteriore 21% non necessita di prenotazione, disponendo di una seconda casa, utilizzando il camper oppure soggiornando presso amici o parenti.
I canali digitali continuano a rappresentare la modalità di prenotazione più utilizzata. Il 34% dei viaggiatori ricorre infatti ai portali online, il 19% prenota direttamente presso la struttura ricettiva e il 9% si affida alle agenzie di viaggio tradizionali. Le preferenze cambiano però in funzione della destinazione: per i viaggi in Europa prevalgono nettamente i portali online, mentre per le vacanze in Italia le scelte risultano più distribuite tra piattaforme digitali, contatto diretto con le strutture e soggiorni che non richiedono prenotazione.
Automobile ancora regina degli spostamenti
L’automobile si conferma il mezzo di trasporto preferito dagli italiani, scelta complessivamente dal 47% dei viaggiatori e addirittura dal 66% di chi trascorre le vacanze nel nostro Paese. L’aereo raggiunge invece il 34% delle preferenze e diventa il mezzo predominante per i viaggi in Europa, dove viene utilizzato dal 68% dei turisti. Seguono il treno (9%), l’autobus (3%), le crociere (2%), mentre moto e camper si attestano entrambe all’1%.
L’indagine FutureForTourism restituisce così l’immagine di un mercato che continua a mostrare una domanda resiliente, ma caratterizzato da consumatori sempre più attenti al rapporto tra costo e valore dell’esperienza. Più che diminuire la propensione a viaggiare, osserva infine Ipsos Doxa, cambiano le modalità con cui gli italiani organizzano le vacanze, privilegiando periodi meno costosi, soggiorni più brevi e una pianificazione anticipata. Per gli operatori del settore, il quadro che emerge rappresenta un’indicazione utile per adattare strategie commerciali e offerte a un consumatore sempre più selettivo.