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Turismo, più vacanze brevi e last minute, ma un italiano su quattro non è partito

Il settore registra 276 milioni di presenze, in aumento del 2% sul 2025. Crescono montagna e campeggi, mentre le imprese puntano su innovazione e investimenti e chiedono maggiore certezza normativa

by Redazione Corriere Business
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L’Italia si conferma tra le principali destinazioni delle vacanze estive, ma emergono segnali di difficoltà economica. Secondo l’indagine SWG per Confturismo-Confcommercio, presentata al TTG Travel Experience di Rimini, un italiano su quattro non è andato in vacanza e un ulteriore 16% si è concesso al massimo tre pernottamenti. Tra chi è partito, il 70% ha trascorso almeno una vacanza al mare, il 31% ha visitato città d’arte e il 30% ha scelto la montagna. Il 22% degli italiani ha cancellato almeno un viaggio programmato, mentre il 32% dei vacanzieri ha speso più del previsto.

Il turismo cambia abitudini

Le vacanze diventano più frammentate: il 45% degli italiani ha effettuato più soggiorni separati, mentre crescono le esperienze culturali, le escursioni nella natura e le attività dedicate al benessere.

“Il turismo sta cambiando pelle: le vacanze sono sempre più frammentate e destagionalizzate, con viaggiatori alla ricerca di esperienze personalizzate, dal turismo sostenibile al cicloturismo. Questa evoluzione rappresenta una grande opportunità per il nostro Paese, ma anche una sfida per le imprese della filiera. Come sistema di rappresentanza, abbiamo il compito di accompagnarle in questo cambiamento, investendo sulla qualità dell’offerta e favorendo una distribuzione più equilibrata dei flussi turistici durante tutto l’anno”, ha commentato Manfred Pinzger, presidente di Confturismo Confcom.

Crescono montagna e turismo all’aria aperta

Secondo i dati diffusi dal Sindacato Italiano Balneari, l’estate 2026 si è chiusa con 72,4 milioni di arrivi e 276 milioni di presenze, in crescita del 2% rispetto al 2025. Gli arrivi dall’estero hanno registrato un incremento del 6%. Positivo anche il turismo all’aria aperta: campeggi e villaggi crescono del 2%, mentre in montagna le presenze aumentano del 3,4% tra gli stranieri e dell’1,2% tra gli italiani. Le località balneari mostrano invece una sostanziale stabilità.

Investimenti e nuove regole per le imprese

Al TTG è stato presentato anche il quarto Rapporto dell’Osservatorio SRM Intesa Sanpaolo, che evidenzia il ruolo di innovazione, capitale umano e investimenti nella competitività turistica. Dal 2020 a giugno 2026, Intesa Sanpaolo ha erogato oltre 14 miliardi di finanziamenti al settore e ha annunciato un piano da 20 miliardi di credito per le imprese di commercio, artigianato e turismo.

Sul fronte normativo, Fiavet-Confcommercio ha illustrato la riforma europea dei pacchetti turistici, che prevede nuove tutele e obblighi per le agenzie di viaggio. Tra le novità figurano l’eliminazione del tetto rigido del 25% sugli acconti e l’obbligo di rimborso entro sette giorni da parte dei fornitori per i servizi non prestati. «La revisione della normativa riequilibra la filiera e riconosce finalmente il principio di responsabilità condivisa», ha commentato Federico Lucarelli, consulente legale di Fiavet.

Balneari e intelligenza artificiale, le sfide del settore

Il Sindacato Italiano Balneari ha ribadito la necessità di regole chiare sulle concessioni demaniali, segnalando i rischi legati all’incertezza normativa per le imprese e le destinazioni turistiche.

Parallelamente, Faita Federcamping ha presentato il progetto Open Air Hub, dedicato all’applicazione dell’intelligenza artificiale nel turismo all’aria aperta. “L’intelligenza artificiale guiderà tra gli altri la riprogettazione dei flussi informativi, la formazione delle risorse umane, il rapporto con il turista”, ha spiegato Alberto Granzotto, presidente di Faita Federcamping.

Il quadro complessivo restituisce un turismo italiano in crescita ma in trasformazione, tra nuove abitudini di viaggio, maggiore attenzione ai costi e necessità di innovare l’offerta.

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