Giornata decisiva per il costo del gasolio. Scade oggi, 26 agosto, la proroga del taglio delle accise che ha consentito di mantenere una riduzione complessiva di circa 17 centesimi al litro sul diesel. Il Consiglio dei ministri, convocato alle 18, dovrebbe intervenire con un nuovo decreto per evitare il ritorno immediato all’aliquota ordinaria.
L’attuale agevolazione porta l’accisa sul gasolio a 532,90 euro per mille litri, rispetto ai 672,90 euro ordinari. La riduzione fiscale è di 14 centesimi al litro, che diventano circa 17 considerando anche l’effetto dell’Iva. Gli ultimi due giorni di agevolazione sono stati finanziati utilizzando 20,8 milioni di euro di maggior gettito Iva generato dall’aumento dei prezzi petroliferi.
Il nuovo intervento dovrebbe avere ancora carattere temporaneo. Secondo le anticipazioni, il Governo punta a guadagnare alcuni giorni per mettere a punto misure più selettive destinate alle fasce maggiormente colpite dall’aumento dei costi energetici.
Diesel sopra i 2,13 euro, oltre 2,20 in autostrada
A rendere urgente l’intervento è l’andamento dei prezzi. Secondo le rilevazioni del Ministero delle Imprese e del Made in Italy aggiornate al 26 agosto, il prezzo medio nazionale del gasolio in modalità self ha raggiunto 2,137 euro al litro, mentre la benzina si attesta a 2,017 euro.
La situazione è ancora più significativa sulla rete autostradale: il diesel raggiunge una media di 2,208 euro al litro, contro i 2,092 euro della benzina.
Per le imprese il problema va oltre il costo del singolo rifornimento. Trasporto merci, logistica, distribuzione, aziende con flotte commerciali e numerose attività di servizio sono direttamente esposte all’aumento del diesel, con possibili ripercussioni sui costi operativi e, lungo la filiera, sui prezzi di beni e servizi.
Autotrasporto e imprese guardano alle prossime misure
Il Governo era già intervenuto all’inizio di agosto prorogando fino al 24 del mese la riduzione del prezzo del gasolio e confermando per agosto anche il credito d’imposta destinato all’autotrasporto.
La questione centrale diventa ora ciò che accadrà dopo la nuova proroga. L’orientamento emerso nelle ultime ore è infatti quello di superare progressivamente gli interventi generalizzati per concentrare le risorse sulle categorie maggiormente esposte al caro energia.
Tra i possibili destinatari vengono indicati non soltanto i nuclei familiari con redditi più bassi, ma anche le categorie professionali e i settori produttivi più colpiti dall’aumento dei prezzi energetici.
Il costo dell’energia torna centrale per la competitività
La durata e la struttura delle prossime misure saranno quindi particolarmente rilevanti per le imprese. La proroga attesa oggi rappresenterebbe soprattutto un intervento ponte, mentre il vero passaggio sarà capire quali categorie potranno accedere ai successivi sostegni.
Per imprenditori e amministratori delegati dei settori maggiormente dipendenti dal trasporto su gomma, il dossier carburanti torna così a essere una variabile da considerare nella gestione dei costi. L’eventuale passaggio da uno sconto generalizzato a misure selettive potrebbe infatti modificare sensibilmente l’impatto del caro diesel sui diversi comparti produttivi.