Fitch Ratings rivede al rialzo le prospettive per l’economia italiana e porta la stima di crescita del Pil nel 2026 all’1%, dal precedente 0,6%. La revisione, pari a quattro decimi di punto percentuale, emerge dall’ultimo Global Economic Outlook dell’agenzia, che segnala una tenuta dell’economia globale superiore alle attese nonostante lo shock sui prezzi dell’energia.
La nuova previsione colloca l’Italia in linea con quella dell’Eurozona, anch’essa indicata all’1% per il 2026. Fitch ha inoltre rivisto al rialzo di due decimi la previsione complessiva per le quattro principali economie dell’area, portandola all’1,1%. Per la Germania la stima sale all’1,1%, mentre quella della Spagna viene portata al 2,5%. La Francia resta invece più indietro, con una crescita prevista dello 0,5%.
Investimenti e domanda interna
Secondo Fitch, la maggiore tenuta dell’economia italiana è legata anche alla dinamica degli investimenti, che continuano a mostrare una buona performance, sostenuti in parte dai progetti finanziati dall’Unione europea. A questo si aggiungono consumi privati resilienti ed esportazioni diversificate, elementi che contribuiscono a sostenere l’attività economica nel corso dell’anno.
Il quadro italiano si inserisce in uno scenario internazionale nel quale la crescita sta mostrando una resistenza maggiore del previsto allo shock energetico. Fitch ha infatti portato al 2,6% la previsione di crescita del Pil mondiale nel 2026, con un incremento di due decimi rispetto alla precedente stima. L’agenzia sottolinea tuttavia la presenza di rischi legati all’aumento dei tassi reali, alla volatilità del petrolio e alla forte espansione degli investimenti nell’intelligenza artificiale.
Energia e prospettive
Per l’Italia resta comunque centrale il tema dell’energia. Fitch evidenzia la forte volatilità dei prezzi del petrolio e il possibile impatto che un aumento prolungato dei costi energetici potrebbe avere sull’inflazione e, di conseguenza, sulla domanda interna.
La revisione della previsione arriva in un periodo nel quale diverse istituzioni hanno migliorato le proprie stime sull’economia italiana. A settembre anche Confindustria ha portato la previsione per il 2026 allo 0,8%, mentre l’OCSE l’ha successivamente fissata allo 0,9%. EY ha indicato una crescita dell’1%, la stessa ora prevista da Fitch.
Il quadro che emerge è quindi quello di un’economia italiana ancora caratterizzata da una crescita contenuta, ma più resistente delle precedenti attese. Per imprese e investitori, il dato di Fitch rappresenta soprattutto un aggiornamento delle prospettive, mentre restano determinanti l’evoluzione dei prezzi energetici, degli investimenti e della domanda interna.