Home Politica e MercatoCarburanti, il tetto di Eni prova a frenare il caro prezzi

Carburanti, il tetto di Eni prova a frenare il caro prezzi

Da oggi benzina a 1,99 euro e diesel a 2,19 sulla rete Enilive: la misura punta a contenere l’impatto sui bilanci di famiglie e imprese

by Lucia Di Candilo
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Da oggi, lunedì 28 settembre, entra in vigore il tetto ai prezzi dei carburanti annunciato da Eni sulla rete Enilive. Il limite massimo è fissato a 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il gasolio, con una durata iniziale di 30 giorni e la possibilità di estendere l’intervento fino alla fine dell’anno, in funzione dell’andamento del mercato e delle condizioni di approvvigionamento. La misura arriva in una fase di forte pressione sui prezzi energetici e punta a offrire un argine alla crescita dei costi sostenuti da consumatori e imprese.

L’effetto è già visibile nei dati ufficiali. Secondo l’Osservatorio prezzi carburanti del Mimit, nella giornata di oggi il prezzo medio nazionale del self service è sceso a 2,152 euro al litro per la benzina, contro 2,159 euro del giorno precedente, e a 2,369 euro per il diesel, da 2,377 euro. Ancora più significativo il movimento registrato sulla rete autostradale, dove la benzina è passata in media a 2,214 euro e il gasolio a 2,420 euro al litro.

Un intervento che riguarda anche le imprese

Per il sistema produttivo il tema non riguarda soltanto il costo del pieno. Il prezzo dei carburanti si trasferisce lungo tutta la catena dei costi, dalla logistica al trasporto merci, dalle flotte aziendali ai servizi di manutenzione e assistenza sul territorio. Un diesel stabilmente vicino o superiore ai 2,30 euro al litro può quindi incidere sui margini delle imprese che utilizzano quotidianamente veicoli commerciali e mezzi pesanti.

Il beneficio del tetto, tuttavia, dipende dalla possibilità concreta di rifornirsi presso le stazioni aderenti. Nelle verifiche effettuate oggi da ANSA a Roma, il prezzo massimo previsto da Eni risultava già applicato in diversi distributori Enilive, mentre presso altri operatori i valori rimanevano sensibilmente più elevati.

Anche IP interviene sul mercato

Alla decisione di Eni si aggiunge quella di Socar, società energetica dell’Azerbaigian presente in Italia attraverso Italiana Petroli (IP), che ha annunciato un intervento analogo sulla propria rete. L’obiettivo dichiarato è introdurre un tetto ai prezzi di benzina e diesel, ampliando così la platea degli automobilisti e delle imprese potenzialmente interessati dal calmieramento.

La contemporanea presenza di due grandi operatori introduce quindi un elemento nuovo nel mercato: non un prezzo amministrato per l’intera rete nazionale, ma una pressione competitiva sui listini dei distributori. Resta da vedere quanto questo effetto riuscirà a propagarsi anche agli operatori indipendenti e alle aree non direttamente interessate dalle iniziative.

Il problema resta il costo dell’energia

Il tetto rappresenta soprattutto una risposta di breve periodo. Sullo sfondo rimane infatti la volatilità del mercato energetico internazionale, che continua a riflettersi sui prezzi alla pompa. A questo si aggiunge la progressiva riduzione dello sconto sulle accise sul diesel, destinato a scendere ulteriormente nei prossimi giorni.

Per le imprese, dunque, il vero tema resta la prevedibilità dei costi. Il price cap può ridurre temporaneamente la pressione sui bilanci, ma la competitività di trasporti, logistica e attività ad alta intensità di mobilità continuerà a dipendere dall’evoluzione del costo strutturale dell’energia.

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