Home TrendL’ultra‑ricchezza italiana nel 2025: patrimonio e imperi dei dieci più facoltosi

L’ultra‑ricchezza italiana nel 2025: patrimonio e imperi dei dieci più facoltosi

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Il panorama dei miliardari italiani si evolve sensibilmente nel 2025. Dalla guida dolciaria di Ferrero alle cripto di Tether, passando per il transito generazionale di Armani, questo articolo esplora i patrimoni, le attività imprenditoriali e le strategie degli uomini e delle famiglie più ricche d’Italia.

Nel 2025, l’Italia conferma il suo ruolo tra i Paesi con una forte concentrazione di ultra‑ricchi. Secondo la classifica di Forbes Italia, aggiornata al 7 marzo, il Paese conta 74 miliardari per un patrimonio complessivo stimato in 339 miliardi di dollari. Al vertice si colloca Giovanni Ferrero, con un patrimonio di circa 38,2 miliardi di dollari, eredità dell’impero dolciario fondato dalla sua famiglia. Il gruppo Ferrero, produttore di marchi globali come Nutella, Ferrero Rocher e Kinder, continua a generare flussi di cassa stabili grazie alla forte domanda internazionale, mantenendo un modello aziendale privato e orientato al lungo termine.

Subito dopo, con 34,2 miliardi, figura Andrea Pignataro, fondatore di Ion Investment Group, società fintech specializzata in software e dati per i mercati finanziari. Pignataro ha costruito la sua fortuna combinando una strategia di acquisizioni mirate e innovazioni tecnologiche. La sua azienda non è quotata in borsa e opera in maniera discreta, ma il valore dei suoi asset è cresciuto costantemente negli ultimi anni. Accanto all’attività finanziaria, ha investito in private equity e in settori immobiliari strategici, consolidando la propria influenza nel mondo economico italiano e internazionale.

Giancarlo Devasini, con un patrimonio di circa 22,4 miliardi, è uno dei principali protagonisti della finanza digitale grazie alla sua partecipazione in Tether, la più diffusa stablecoin al mondo. Laureato in Medicina, Devasini ha compiuto un percorso insolito verso il mondo finanziario, diventando primo azionista e figura centrale della società. Oltre alla gestione delle criptovalute, ha coordinato investimenti significativi, come il finanziamento da 775 milioni di dollari al social network Rumble, integrando così tecnologia, finanza e media.

Tra i nomi di maggiore richiamo nel settore del lusso si colloca Giorgio Armani, la cui fortuna era stimata in 11,8 miliardi di dollari. Lo stilista, scomparso il 4 settembre 2025 all’età di 91 anni ha lasciato un impero che abbraccia moda, accessori, profumi, arredamento e hotel di lusso. Il suo testamento prevede la vendita graduale di una parte delle quote del brand entro cinque anni, con la priorità data a LVMH, L’Oréal o EssilorLuxottica, oppure un’eventuale IPO, mentre la Fondazione Giorgio Armani manterrà una quota significativa e potere decisionale, assicurando continuità e rispetto dell’identità del marchio. 

Un altro protagonista dell’universo delle criptovalute è Paolo Ardoino, CEO di Tether e figura chiave nello sviluppo tecnologico della società. Nato a Cisano sul Neva nel 1984, Ardoino ha studiato informatica e ha fondato una startup fintech prima di unirsi a Tether. Sotto la sua guida, l’azienda ha lanciato nuove piattaforme integrate con l’intelligenza artificiale e ha consolidato partnership strategiche nel settore tecnologico.

Piero Ferrari e la sua famiglia detengono un patrimonio di circa 9,2 miliardi, derivante da una significativa partecipazione nella Ferrari N.V. La storica casa automobilistica continua a rappresentare un simbolo del lusso e dell’eccellenza italiana, grazie anche a un’ampia rete di merchandising, licensing e attività sportive.

Francesco Gaetano Caltagirone, con un patrimonio stimato in 8,2 miliardi, ha costruito una vasta rete imprenditoriale che spazia dalle costruzioni civili e infrastrutturali alla media e all’editoria, conferendo alla sua famiglia un ruolo di rilievo nel panorama economico nazionale.

Massimiliana Landini Aleotti e la sua famiglia, con 7,2 miliardi, guidano Menarini, uno dei principali gruppi farmaceutici europei, forte di una rete globale di ricerca, sviluppo e vendita L’azienda è rimasta privata e sotto controllo familiare, garantendo stabilità e continuità nelle strategie di crescita internazionale.

Il gruppo Prada è rappresentato da Miuccia Prada e Patrizio Bertelli, insieme agli eredi di Leonardo Del Vecchio di Luxottica, con un patrimonio stimato intorno ai 6,6 miliardi ciascuno. Prada mantiene una presenza globale nel lusso, espandendosi nei mercati emergenti e innovando nelle linee di prodotto, mentre Luxottica continua a essere leader internazionale nel settore dell’ottica.

Chiudono la top ten i fratelli Gianfelice e Paolo Rocca, con 5,8 miliardi ciascuno, al vertice di Techint, conglomerato globale che opera nell’acciaio, nelle costruzioni e nell’ingegneria. Techint mantiene un ruolo strategico a livello internazionale grazie a progetti infrastrutturali e industriali in diversi continenti.

La top ten dei miliardari italiani nel 2025 mostra una ricchezza distribuita tra imprese familiari storiche e nuove frontiere digitali. I settori spaziano dalla produzione alimentare e farmaceutica alla moda, al lusso, alle criptovalute e alla finanza tecnologica, riflettendo una miscela di tradizione e innovazione. La morte di Giorgio Armani e le decisioni sul futuro del suo brand segnano un passaggio generazionale cruciale, mentre i protagonisti della finanza digitale come Pignataro, Devasini e Ardoino rappresentano il volto moderno della ricchezza italiana. Queste dinamiche delineano non solo la distribuzione del patrimonio, ma anche le traiettorie future del tessuto economico nazionale.

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